20.07.2015

Pensieri di Virgina Saba sul Camp

"C’è un luogo sul mare in cui i grandi tornano bambini e i bambini diventano grandi"

Virginia Saba, giornalista affermata e giocatrice di serie A di Basket, ospite del turno verde di basket 2015, ci regala questi caldissimi e emozionanti pensieri...Grazie !

"C’è un luogo sul mare in cui i grandi tornano bambini e i bambini diventano grandi. Si affidano gli uni agli altri, si scambiano fiducia e sorrisi. Riempiono finestre la notte, rendono vivi cementi bollenti di giorno. Sbattuti da palloni, passi di danza, salti che superano quelli del giorno prima. Se Pinocchio fosse stato più fortunato sarebbe finito qui all’Eurocamp di Cesenatico, piuttosto che al Paese dei Balocchi, perché l’incanto è lo stesso, ma niente ciuchini, qui nascono ometti e donnine con dentro un gran fuoco, fatto di rispetto per gli altri e amore per lo sport. Schiava di questo braccialetto giallo sul polso che non riesco a levare, quasi fosse un amuleto, mi domando come settecento ragazzini possano arrivare a disegnare un quadro così armonico. Tutto, per me, è cominciato con Federico, sei anni e molto più piccolo del suo completo da basket che sembrava camminare da solo. Appena arrivata, un suo abbraccio ha aperto la prima porta della commozione, fino al primo sussulto quando strizzando un occhio mi ha fatto presente che “Lebron James è più forte di Michael Jordan”. Pochi secondi dopo prendeva la rincorsa e rimbalzava con la sua pancina sugli addominali di Garbo (addominali, sì).

All’Eurocamp funziona così, che se non hai per caso la passione per il tuo sport, se fino a quel momento l’hai fatto distrattamente, ti esplode dentro e diventa troppo tardi per tornare indietro. La maggiorparte dei bimbi che sono lì, però, ha negli occhi già un evidente fuoco, la voglia di misurarsi con gli altri, di diventare migliore. L’Eurocamp è come un allargato playground in cui mettere in campo se stessi e i propri limiti, caratteriali o sportivi. Dopo una settimana insieme, tra allenamenti e divertimenti, l’impressione è effettivamente che quegli esserini siano diventati migliori.

Passeggiando, un ragazzetto smilzo dal nome Marco non faceva altro che ripetere che “ogni singolo giorno persone normali fanno qualcosa di speciale…“. L’aveva sentito la sera prima, mentre gli raccontavano una storia di sport che ha fatto venire i lacrimoni alla platea. Emozioni. Mi piace pensare che quel ragazzino affronterà la vita pensando di poter fare nella sua normalità qualcosa di grandioso per chi gli sta vicino. Mi piace pensare che forse senza l’Eurocamp sarebbe stato diverso. Qui un po’ si segnano i destini. E frullano emozioni sì, ma anche regole. Bastano due parole di Pilla, Stefano Pillastrini, socio fondatore, per far cominciare il giorno e la notte all’Eurocamp. Coi miei occhi da bambina era come avere davanti il Grande Puffo del villaggio, perché la sua figura imponente e carismatica è accompagnata da un bel paio di occhi buoni che muovono tutto questo micromondo. A farlo funzionare Benedetta, Federico, Lupo e gli istruttori coi loro grandi nomi. Tutti potrebbero, per caratteri, far parte della classica favoletta coi ruoli identificati. Confesso quindi di aver dato in questi giorni a Lupo anche “Lucio”, come fossi dentro la bella Melevisione. Ho trovato poi un orsetto brontolone ma tenero, un simpatico affettuoso, un signore sornione col mio accento, gli occhi di una donna bellissima, e credo anche un’amica (tutto passa, Roberta Resta :)). Mentre vivevo tutto questo, mi passavano accanto giovani corpi allenati ognuno già col suo portamento. Il ciondolamento del cestista, la morbidezza dei pallavolisti, la grazia delle atlete della gim and dance, la vivacità dello sport and fun. Tutto mi sembrava una lode alla vita.

Tornata nell’Isola mi rendo conto che non resta solo questo braccialetto. Ma una lezione bellissima da portare sempre con me.

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